“E’ inaccettabile! Inammissibile! Intollerabile!” s’indigna la donnista per i diritti universali del corpo donnista.
“Che cos’è che l’indigna in questo modo?” domanda il giornalista.
“Siamo passati dal populismo autoritario, al paternalismo premalistico totale passando per il patriarcale del maschio dominante alf!” s’indigna la donnista per i diritti universali del corpo donnista.
“Non capisco” esclama il giornalista. “Una governatrice di una piccola regione nazionale, con l’aggravante di essere femminale, donnale contro le donnali oppresse dal maschio dominale, vuole riportare indietro le lancette della storia, vuole riportare la donna femmina al medioevo!” s’indigna la donnista per i diritti universali del corpo donnista.
“Che cos’ha fatto questa governatrice femminale di così inaudito?” domanda il giornalista.
“Si è permessa, autoritariativamente, totalisticamente, senz’alcun dibattito pubblico, magari coinvolgendo autorità dello spettacolo prog, dello sport stranieri mig, esperti left, intellettuali di chiara fama femminale per i diritti donnali universali international contro il maschio oppressore, ebbene, questa governatrice autoritaria in completa solitudine si è permessa di abrogare una precedente e giusta, sacrosanta, delibera regionale che dava indicazione agli istituti ospedalieri di organizzare il servizio interruttivo gravidativo farmacale in day hospital, le donniste possidenti del proprio corpo potevano recarsi in ospedale e nel giro di una mezza giornata, come andare dal parrucchiere, sbarazzarsi dell’ingombrante fardello fetale smagliante attraverso un semplice e veloce, indolore, rispettoso del corpo femminale, almeno in apparenza, trattamento chem-lab-escretore-guarente-infertilante-all’avanguardia in tutto il mondo liberato, subito pronte per l’avanzamento di carriera, subito pronte per affrontare e godere la prossima sfida nella vita moderna, questa abrogazione è grave, gravissima, renderà impossibile la vita delle donnali interruttive, perché pregiudica la loro libertà, i loro diritti essenziali donnali universalistici, la loro libera autodeterminanza!” s’indigna la donnista per i diritti universali del corpo donnista.
“La disposizione è stata abrogata, sostituita con che cosa?” domanda il giornalista.
“Con l’obbligo per la donna incinta dell’ospedalizzazione forzosa, privante della libertà, di tre giorni, un chiaro tentativo di rendere più esitante la donna che vuole liberamente, sbarazzarsi della vita nascente nel suo ventre, ricordiamolo, il corpo donnale è della donnale e di nessun altro, compreso quello espulso, loro voglio portare riflessione nella mente della donnale, vogliono instillare il dubbio, vogliono che la donna si renda conto di quello che sta facendo attraverso una responsabilizzazione forzosa, una presa di coscienza oppressiva indotta dal maschile dominante anche all’interno delle strutture ospedalizzanti, è inaudito! Sono a rischio tutti i diritti fondamentali della donnale! Il paese è in denatale ma questo non deve autorizzare la compressione dei diritti interruttivi donnali! Non possiamo correre il rischio che la donna scelga di tenere la nuova vita, i bambini stessi con la loro ossessiva richiesta d’attenzioni, comprino in modo inaudito i diritti della donnali moderna, come quello all’aperitivo, alle uscitine serali, alle scopatine promiscue con gli amichetti migrali o ancora meglio, perché ancora più libero, più diritti umani, con le altre donnali, perché il maschio soprattutto s’è candid, va castrificato, perché tendente al premale opprimente del donnale universale! Sono questi i pericoli incalcolabili della nuova disposizione, una scelta così difficile deve essere veloce, immediata, è statisticamente provato che procrastinare porta la donnista al dubitamento, e noi dobbiamo evitare il dubitamento, il pianeta soffre, ci sono troppi bimbi candid premalistici, dobbiamo ridurre, dobbiamo decurtare, dobbiamo facilitare l’interrutiva, renderla easy, quick, super fast, che non te ne accorgi nemmeno, che lo fai e già ti sei dimenticata perché c’hai l’appuntamento dalla manicure e riesci ad arrivare puntuale alla prossima riunione lavorante! E poi siamo nel tempo del virale invisibile, non possiamo congestionare gli ospedali con donnali dubitanti se fare o non fare l’interruttiva gravidativa! Le donnali gravid devono arrivare, essere trattate chem-lab, e uscire, come il cambio gomme delle corse automobilistiche, un’iniezione, una pillolina e via verso la prossima sfida bimb free! Molte donniste poi si pentono, ma l’alcool o il suicidale cancella ogni rimorso! La vita è piena di rimorsi che sarà mai? Le donniste per i diritti delle donniste amanti delle donne tbgl si tolgono la vita ma i giornali scrivono che lo fanno perché sono state oppresse dal maschile dominante alf, non perché si sono rese conto dei loro errori, no, si tolgono la vita sempre per colpa del maschale opprimente che non accetta la loro omox latent o explicit! Insomma, questa governatrice va fermata! E’ una dittatora anche se donnale! Non possiamo tollerare questa brutale, maschale, mascalzona, invasiva inversione di tendenza riguardo al diritto interruttivo donnale! Guai! Non dimentichiamo che è stata la stessa Organizzativa Nazionale Ginecologicici ed Ostetricici a dichiarare che ‘è FAVOREVOLE A UNA MAGGIORE DIFFUSIONE DELL'INTERRUTTIVA GRAVIDANTE FARM-CHEM-LAB-BIO-FREE’, non c’è nulla da aggiungere mi pare, coloro che si occupano della salute della donnale riguardo alle sue capacità di dare la vita, certificano la morte, lavorano al contrario, come tutto in questa realtà dannata, non si possono comprimere, NEGARE i diritti donnali, la tutela della sua salute, i trattamenti chem-lab interruttivi infertilanti, sono sicuri, non hanno effetti strani, non è vero che sterilano la donnale, sono sicuri come gli inocul guarenti! L’interruttiva gravidativa è diritto di civiltà morale donnale! Tutte le forze politiche nazionali dirette dall’international devono impegnarsi per garantire il diritto interruttivo gravidale alla donnale! Non solo va ripristinato l’abort-super-fast, ma va reso gratuito, come l’inocul, come la pillolina anticoncez, non possiamo tornare indietro ma dobbiamo guardare avanti, non si può umiliare il corpo della donnale in questo modo, l’unica soluzione è sterilare prima le donnali e poi castrare con piastre bollenti i maschali, in modo tale da estirpare alla radice questo problema umano riproduttivo, solo così la donnale potrà essere finalmente liberata da tutto” dice la donnista.