“La verità spesso ti colpisce all’improvviso, nel cuore dell’ennesima notte insonne, come un’intuizione! In passato i capi della religione cosiddetta ‘pagana’, erano i più ferventi nationalisti, nationalisti nel senso di difesa della propria storia, della propria cultura, tradizioni, identità, in funzione della protezione della propria 'continuità etnica', dell’esistenza omogenea, della propria vita sulla terra!
Questo nationalismo lo possiamo osservare ancora oggi in certe religioni sopravvissute alla prova del tempo! I capi religiosi di queste cosiddette religioni, sono visceralmente identitari, estremisti, radicali, ogni giorno incitano al genocidio, allo sterminio, alla strage feroce di tutte le genti che non sono loro, in particolare dei popoli kandidi nordici, non per brama di conquista sia chiaro, non per odio razzale, macché, non per banale vendetta gustata a freddo, sete di potere, ‘delirio di onnipotenza’, autoritarismo, desiderio di dominio assoluto, totale, del mondo, non scherziamo, ma per ‘amore’! Per voglia impellente di ‘migliorare il mondo’!
– decidono loro come, senza chiedere -
Per generosità, per desiderio altruistico di ‘portare la luce nelle nationi’ afflitte dalle tenebre del peccato, del male assoluto!
Perché dio, il loro dio unico, che li ha scelti tra tutti gli altri esseri humani, gli ha suggerito di fare così! In definitiva perché è ‘Giusto’, è ‘Bene’, non certo ‘Male Assoluto’!
Prove? Al potere le prove non servono! La loro parola è più che sufficiente! Chi nega le loro parole, nega le parole di dio unico del sud, è un empio, e dunque merita di essere giustiziato secondo le antiche leggi dei padri! Decapitato. Dopo essere stato torturato a sangue!
Nella sua essenza la religione è nationalismo. Erano i capi religiosi a cospirare contro il nemico straniero ‘percepito’ come invasore! Erano loro a deplorare la sottomissione, e a promettere ‘premi’, onori e ricompense ‘di ogni sorta’ in favore dell’eventuale liberatore, ‘salvatore’, quello che noi oggi aspettiamo che arrivi dal cielo, vestito con una tunica candida, su una nuvola bianca, o magari, visto il ‘cambiamento’ climale antropale, indotto, su una striscia opaca di alluminio!
Stima imperitura a colui che ‘a rischio della vita’, sarebbe stato in grado di ‘aprire le ostilità’ contro il nemico straniero occupante, e così liberare il popolo dal giogo della sottomissione nemica!
Erano i capi religiosi che elogiavano la libertà, perché nessun popolo nasce schiavo, perché ‘era meglio morire sul campo’, lottare per la ‘libertà ereditata dagli avi’, piuttosto che rimanere asserviti al nemico! Erano i capi religiosi a tenere traccia della storia del popolo, a esaltare i migliori di loro a dargli gloria eterna, a esaltarne le imprese, a farli entrare nella Storia, a celebrarli nelle ricorrenze, erano loro a incoraggiare lo ‘spirito patriottico’ e a incitare la propria gente alla battaglia per la vita per la riconquista della libertà rubata ingiustamente dal nemico straniero!

