“Viviamo nel tempo del virale mortale infettante invisibile asintomatico, i più colpiti sono i soggetti sani, pensano di stare bene, di essere in salute come si suol dire, ma in realtà l’inferno del virale invisibile brucia dentro di loro e si sparge attraverso di loro attaccando tutti gli altri esseri umani nelle circostanze, il virale attacca e ammazza, toglie il respiro alle sue vittime, il nostro paese è stato uno dei più colpiti, centinaia di migliaia di milioni di miliardi di vittime, una cifra sconcertante, irreale, in pochi mesi, tutti i morti avevano il virale mortale invisibile insieme alla gravi patologie pregresse, ma è stato il nemico invisibile, è stato lui che se li è portati via, oggi i parenti delle vittime dei protocolli anti-invisibile hanno piantato un albero, l’albero della vita nel giardino del ricordo, in questo modo commemorano i loro cari portati via dai protocolli anti-invisibile” dice il giornalista. “Così rendiamo onore ai nostri defunti” dice in lacrime la figlia di un’anziana donna scomparsa.
“Di chi è stata l’idea di questa cerimonia laica e della creazione di un giardino in memoria delle vittime delle misure anti-invisibile?” domanda il giornalista.
“La nostra città è stata una delle più colpite dall’invisibile, nonostante la campagna inoculante anti-raffreddante preventivale, tutti avevano la tosse, il mal di gola, la febbre, la polmonanza grave, tutti avevano difficoltà respiranti, così l’ospedale che con tanto amore ha curato i nostri cari anche se con esiti nefasti, ha deciso di creare questo giardino in loro memoria, una sorta di cimitero laico per lavare via i peccati mortali dagl’incamiciati anti-ivisibile e le pene dai parenti delle vittime che non sono potuti stare vicino ai loro cari nei momenti finali, perché i protocolli dell’Organizzativa Globoale Sanale prevedono che le cure intubative sedanti devono essere erogate in stato di totale isolamento, lontano da occhi indiscreti, per evitare che anche i parenti possano restare contagiati dall’invisibile mortale soprattutto se curato, e per evitare che molti di loro comprendano realmente quello che sta succedendo dentro quelle stanze isolate guarenti costrittive” dice la figlia di una della tante anziane vittime dell’anti-invisibile.
“Anche sua madre è stata curata nelle struttura ospedante madrina dell’iniziativa lava coscienza?” domanda il giornalista.
“Si, è stata in cura qui tre settimane, tre lunghissime, interminabili, settimane, e per noi figli è stato devastante” dice in lacrime la figlia di una della tante anziane vittime dell’anti-invisibile.
“Che cos’è successo?” domanda il giornalista.
“Mia madre non voleva morire, non se ne voleva andare, così mi hanno detto i dottori, ed è vero perché mia madre è sempre stata una donna forte, fortissima, mai una malattia, mai un raffreddore, ha iniziato ad ammalarsi quando il medico le ha imposto di sottoporsi a delle cure inoculanti preventivali contro la tosse stagionale, così si è sottoposta all’inoculante contro la tosse e ha iniziato a stare male e ad avere la tosse, ma non c’è correlazione causalistica scientifica ribadiva criptico il medicale, una tosse brutta, profonda, spaventosa, mia madre era comunque attiva ed energica, pensi che ha avuto sette figli, io sono la sesta, non c’era il diritto donnale femminale interruttivo gravidativo all’epoca, le sue preoccupazioni verso di noi la tenevano in vita, lei voleva rimanere per prendersi ancora cura di noi, come sapeva fare lei, cucinandoci un bel pranzo, preparandoci i biscotti fatti in casa, le torte come gesto d’amore, aiutandoci nelle faccende domestiche, prendendosi cura dei nipotini, lei voleva restare, non se ne voleva andare, aveva più di settant’anni ma non voleva andarsene, io questo lo so, e soprattutto non voleva andarsene senza i suoi figli e i nipoti al fianco, voleva andarsene con noi vicini” scoppia in lacrime la figlia di una della tante anziane vittime dell’anti-invisibile.